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MySpace resuscita i banner… MyAds, alzatevi e camminate!

Hanno ammazzato il banner, il banner è vivo. Anche nel web 2.0. E’ presto per dire se si tratta di una vera resurrezione, o semplicemente una sorta di accanimento terapeutico su di un mezzo che è troppo old media, come sostiene chi afferma che il futuro sarà solo “social”.
Myspace ha introdotto in versione beta la sua nuova piattaforma per la pubblicità self-service di tipo pay per click, che dovrebbe sostituire quella di Adwords.
La contextual advertising è, accanto alla search e alla display advertising, la principale forma di web marketing e dunque la massima fonte di introiti in termini di pubblicità in Internet. La profilazione dell’utenza di Myspace è garantito dalla natura stessa di community basata proprio sui profili degli utenti, per cui è possibile un targeting contestuale molto preciso.
A differenza di Adwords e Facebook, i Myspace Myads non sono testuali, bensì grafici, nei classici formati 728×90 e 300×250. Si tratta insomma di un mix di contextual e display advertising, che anziché essere basata sul sistema content targeting del tipo Google Adsense, si basa su di un profile targeting.
“Perché arricchire Google quando possiamo fare la stessa cosa da soli ?”. Questa è verosimilmente la domanda retorica che si deve essere posto Rupert Murdoch, il proprietario del principale social network musicale, assieme a Facebook e Youtube la principale destinazione del Web 2.0 fino a questo momento. E se YouTube utilizza gli Adwords della casa madre Google, e FaceBook è passato ad un sistema pay per click proprietario, la mossa di Myspace è tutt’altro che sorprendente.
La versione beta è attualmente disponibile solo negli Stati Uniti, per saperne di più si può cominciare da questa interessante prova.
Spot pubblicitari per YouTube, gli utenti cambieranno canale ? Si, ma quale ?

Se voi possedeste il sito di video più visitato al mondo, non mettereste degli spot per guadagnare con la pubblicità ? No, se foste Sergei Brin o Larry Page. Ci mettereste piuttosto dei link sponsorizzati, il sistema con cui Google ha guadagnato l’impossibile diventando il colosso che tutti conosciamo.
Bene, a quanto pare i fondatori e proprietari di Google hanno cambiato idea, perchè con la pubblicità pay per click in YouTube, sito acquisito qualche anno or sono, incassano solo 200 milioni di ricavi dagli inserzionisti (cifra stimata per il 2008). Ecco dunque che dopo qualche esperimento, a breve debutteranno gli spot all’interno dei filmatini di YouTube.
I cosiddetti social network fanno fatica a produrre introiti pubblicitari, perchè i modelli di marketing che funzionano per siti e portali trovano ostacoli insormontabili. Il caso di YouTube è però del tutto particolare, perchè l’attività primari dei suoi visitatori non è certo fare comunità, bensì vedere i video. Diventa dunque naturale inserire pubblicità in stile televisivo al loro interno.
La notizia, dunque, non è la decisione dei vertici di Google di guadagnarci sopra, piuttosto è il fatto che, a malincuore, si siano decisi ad imitare la TV. Non è facile ammettere, per chi ha fondato il suo successo sulla sottrazione di introiti ai network televisivi inaugurando un modo rivoluzionario di fare pubblicità, di non essere in grado di applicare il modello pay per click in un sito come YouTube.
Rimane da vedere quale sarà l’efficacia degli spot, che verranno inseriti all’inizio e alla fine di ogni video, e denominati preroll e postroll, puntando molto sulla contestualità degli argomenti rispetto ai video in cui saranno inseriti. Quanto durerannio ? Saranno veramente contestuali ? E, soprattutto, gli utenti cambieranno canale ? Vista la scarsità di concorrenti di YouTube, probabilmente non lo faranno. Il monopolio, anche in Internet, paga.
Facebook scavalca Myspace e diventa il social network più usato al mondo

C.Net annuncia che secondo i dati di ComScore, lo scorso maggio Facebook ha sorpassato MySpace nella classifica dei social network. Facebook ha totalizzato 123.9 milioni di visitatori unici contro i 114.6 di Myspace, e 50.6 miliardi di pageview contro 45.4. I
L’ascesa di Facebook pare sia dovuta all’introduzione di applicazioni generate dagli utenti, una serie di gadget che arricchiscono i profili e incentivano l’interazione fra gli utenti.
Myspace invece sembra avere perso spinta proprio a causa della mancanza di innovazioni, fatta eccezione per un restyling del sito, anche se rimane di gran lunga in testa alle preferenze degli americani, dove ha 73,7 millioni di utenti contro i 35,6 di Facebook.
Curiosamente il successo di Facebook è internazionale ma esistono meno versioni in altre lingue rispetto a Myspace (20 contro 29), lanciate dopo quelle del rivale (fra l’altro quella italiana è ancora un miraggio). Nonostante l’Italia, sembra essere l’Europa il continente che traina di più Facebook, mentre altri player sono più diffusi altrove. In Sudamerica Orkut (proprietà di Google) e Hi5 vanno forte, in Asia c’è Friendster e lo stesso Orkut.
Nonostante il successo, rimane ancora da trovare la chiave per il guadagno attraverso i social network, tanto che Facebook ha appena dovuto chiedere un prestito di 100 milioni di dollari. Niente in confronto ai 15 miliardi di dollari investiti da Microsoft, che capita la lezione di Google stavolta non vuole farsi trovare impreparata al momento in cui i social network diventeranno miniere d’oro. Lo stesso vale per Rupert Murdoch, che ha fiutato l’affare nel 2005 comprando Myspace.
Non ci resta che attendere quel momento…
Accordo Microsoft-Facebook, la risposta a Google-Myspace
Microsoft si compra un pezzo di Facebook, ritenendolo il social network del futuro, attualmente ricco di 18 milioni di utenti più o meno attivi (15 solo negli USA) . Più che per il valore in sè, Facebook ha attirato Microsoft per le sue prospettive di crescita, e soprattutto per la possibilità di offrire una notevole profilazione del target pubblicitario.
Gli utenti di Facebook, infatti, sono identificabili per variabili sociodemografiche e di lifestyle, dunque un gruppo molto segmentabile per indirizzare pubblicità online mirata. L’affare viene presentato come una sconfitta per Google, egualmente interessato ma tagliato fuori dall’accordo. In realtà Google l’affare sembra averlo già fatto, anticipando tutti ancora una volta, accordandosi mesi fa con Myspace, social network molto più esteso di Facebook (75 milioni contro 18) diventato uno dei principali fornitori di spazi pubblicitari Adsense.

