Finalmente è disponibile anche per l’Italia la piattaforma di gestione degli account delle campagne di keyword advertising di Yahoo Search Marketing. Diversamente da quella di Google Adwords, nata già più avanzata e continuamente aggiornata, quella di Yahoo era divenuta ormai obsoleta.
Euroruner ha ricevuto l’email ufficiale di notifica dell’imminente ma ancora nessuno degli account Yahoo Search Marketing è fisicamente passato al nuovo sistema.
In attesa di commentare le novità collaudandole sul campo, diamo un’occhiata alle principali novità annunciate, che potenzialmente consentiranno di migliorare il lavoro degli esperti di keyword advertising e di conseguenza potranno produrre maggiore efficacia per le campagne dei loro clienti:
- Gestione semplificata delle campagne, completa di grafici e strumenti di visibilità e controllo del rendimento e del ritorno sull’investimento (ROI)
- Finalmente le parole chiave possono essere inserite automaticamente nei titoli e nelle descrizioni e venire associate a più inserzioni
- I report sono maggiormente personalizzabili
- L’attivazione delle inserzioni passa da 3/5 giorni lavorativi alla pubblicazione online delle inserzioni entro qualche ora
- Test delle inserzioni: è possibil ecomparare il rendimento di anunci diversi potendo stabilire in modo semplice quali messaggi consentono di ottenere risultati migliori
- Geo-targeting: E’ ora possibile restringere la visualizzazione a zone specifiche rivolgendo le inserzioni in modo mirato al pubblico geografico appropriato
- Pianificazione delle campagne: Si possono ora gestite le vostre campagne con la possibilità di pianificarle per data, per una gestione più efficiente del budget
- Content Match: Se prima le inserzioni venivano associate solo alle pagine di contenuto in base alle parole chiave, ora la rilevanza contestuale viene determinata dal testo dell’inserzione e da
quello della pagina di destinazione, con una conseguente maggiore rilevanza
Link: Area dedicata ai servizi di pianificazione e gestione di campagne di keyword advertising di Eurorunner.

Ieri Google ha ufficialmente annunciato che finalmente rivelerà agli inserzionisti Adwords quali siti ospitano i loro annunci con il content targeting, il sistema che sforna pubblicità contestualizzata sotto forma di link sponsorizzati nei siti partner del programma Adsense, nonchè di altri siti del network pubblicitario di Google.
Finora si trattava di un atto di fede: l’inserzionista selezionava l’opzione content targeting nell’account Adwords e il sistema di Google si occupava di visualizzare gli annunci nei siti più attinenti alle keyword specificate. Stava poi all’inserzionista stabilire se i click generati da questa forma di pubblicità alternativa al banner classico si tramutavano in visite qualificate o meno.
Dalla mia esperienza personale posso dire che il sistema funziona bene, per cui la fiducia finora riposta in questi annunci “al buio” è spesso stata premiata da buoni risultati in termini sia di visite che di conversioni (acquisti, iscrizioni e quant’altro), a patto di tenere monitorate costantemente le campagne.
Innanzitutto, il content targeting può portare un traffico superiore rispetto a quello proveniente dai motori di ricerca, e se non si fa attenzione si rischia di totalizzare un numero esagerato di click rispetto al budget stabilito. Inoltre, benchè il costo a click sia inferiore rispetto al search advertising, mediamente le visite sono meno qualificate, per cui è necessario controllare che le due cose si bilancino in modo tale da ottenere un costo a conversione medio equivalente.
Ciò non toglie che la novità introdotta verrà accolta a braccia aperte dagli inserzionisti. Al di là di un risvolto psicologico per cui sapere dove si vanno a investire i soldi è un fatto rassicurante, conoscere l’identità dei vari siti utilizzati dal content targeting consentirà di selezionare quelli più efficaci e scartare quelli che portano visite meno qualificate. In altri termini, si avrà pubblicità sempre più efficace e quindi più a buon mercato, per lo meno finchè non si spargerà la voce !

La Rivoluzione di Google è cominciata anche per la versione italiana.
Solo un mese fa Google aveva annunciato la propria intezione di integrare nella pagina principale dei risultati link ricavati dai propri altri motori di ricerca verticali: video, immagini, mappe, news e altri ancora. Oggi, con un po’ di sorpresa per il breve tempo trascorso tra l’annuncio e la realizzazione, la novità è diventato dato di fatto. L’aspetto davvero sorprendente è che la rivoluzione non si è limitata solamente al .com come spesso accade nel breve periodo, ma ha interessato anche per .it.
Non si tratta semplicemente dell’integrazione con i risultati di Google Maps per alcune specifiche e comprensibili keywords (come albergo Roma o ristorante Catania), ma di un nuovo modo di concepire i risultati offerti da Google. Infatti, possiamo notare che, ad esempio, per la parola “coriandoli”, o “Ronaldinho goal” troviamo una serie di informazioni che vanno ad integrare i risultati semantici con video ed illustrazione.
Il lavoro dei SEO, cioè di chi cura il posizionamento dei siti web è destinato inevitabimente a modificarsi.
Cifre interessanti sono state presentate all’inaugurazione di Interact, il primo congresso dell’Interactive Advertising Bureau Europe, la massima organizzazione che rappresenta gli operatori di pubblicità online del vecchio continente.
Il dato più macroscopico è indubbiamente la quota degli investimenti pubblicitari nei motori di ricerca, che costituisce addirittura il 48,5% del totale, seguita dai banner con il 30%, dagli annunci con il 20%, e dall’email con un misero 1,5%. Purtroppo non è chiaro se nella quota del search advertising (o keyword advertising che dir si voglia) sono compresi anche indicizzazione e posizionamento nei motori di ricerca, o se si tratta solo della quota raggiunta dai link sponsorizzati. Cercheremo di raccogliere a breve informazioni su questo dato mancante.
Se si pensa che fino a un paio d’anni fa ricerche di questo tipo non inserivano neppure la voce search advertising, non tanto perchè non fosse già una fetta consistente di business pubblicitario online, bensì perchè non veniva ancora riconosciuto come tale, si capisce che finalmente la pubblicità nei motori di ricerca dopo 10 anni di esistenza è uscita dalla nicchia. Inizialmente lasciata in mano a smanettoni intenti a decodificare gli algoritmi segreti di Google e C. e costruire pagine astruse scondo i dettami della search engine optimization, con l’avvento del pay per click a poco a poco le logiche sono diventate sempre più assimilabili al marketing, e meno alla programmazione web.
Tuttavia, il poco spazio disponibile nei link sponsorizzati per la classica creatività pubblicitaria, fatta di immagini, slogan, claim ed emozioni da vendere, ha mantenuto questo formidabile strumento di promozione in un limbo. In altre parole, la search advertising non era considerata pubblicità dagli stessi pubblicitari, refrattari verso uno strumento in cui è il cliente non viene ammaliato da loro ma va attivamente a cercare quello che gli piace.
C’è voluta tutta la forza formidabile di Google per spostare l’attenzione verso il fenomeno, a suon di cifre sempre più vicine al mondo del marketing offline. Inoltre, agli originari annunci testuali Adwords, l’introduzione di annunci illustrati, banner animati e video nella logica del pay per click ha riconciliato i creativi con il mezzo, e con i formati rich media possono finalmente sbizzarririsi per attirare clienti attraverso inserzioni sempre più contestualizzate ai contenuti.
Ora però una domanda sorge spontanea. A quale prezzo la pubblicità nei motori di ricerca ha conquistato il mainstream (a suon di clickstream) ? Quanto durerà l’eccezionale competitività del rapporto costi/efficacia ? Negli Stati Uniti interi settori di business hanno raggiunto costi per click spaventosi, e anche in Italia oramai ci si sta avvicinando, vedi il caso del turismo.
Se già ora molti potenziali investitori che gettano migliaia di euro in pubblicità tradizionale inefficace si spaventano davanti a preventivi a due zeri per campagne di search advertising, che futuro c’è per questo mezzo ? Ai post l’ardua sentenza è il caso di dire. Cercheremo di monitorare il fenomeno in questo blog, con l’aiuto di voi lettori.
Link: scopri i servizi di keyword advertising di Euro.runner