Category: Web Marketing

Saltato l’accordo con Google, Yahoo punta tutto sul web 2.0

Posted on 8:28pm 11/05/2008 by Alessandro Venturi in Display Advertising, Scenario Internet, Search Advertising, Web Marketing


Un’altra brutta notizia per Yahoo: non arriveranno i soldi di Google, che per non rischiare problemi con l’antitrust ha rinunciato ad un accordo da 800 milioni di dollari all’anno.

Com’è noto, Google aveva chiesto a Yahoo spazi pubblicitari pay per click per i suoi inserzionisti, spazi che Yahoo faceva sempre più fatica a coprire con il suo programma Yahoo Search Marketing. Visto il quasi monopolio nel settore detenuto da Google (oltre l’80% del mercato del search marketing), l’accordo era entrato nel mirino dell’autorità antitrust americana. Per evitare un nuovo caso Microsoft, Google ha deciso di rinunciare, e che gli spazi di Yahoo non erano poi così indispendabili.

Si tratta evidentemente di un brutto colpo per la situazione già critica di Yahoo, che ha chiuso il terzo trimestre 2008 con un calo negli utili del 64 per cento, e ha annunciato il licenziamento del 10% dei dipendenti, circa 1.500 persone. Il problema maggiore è il calo degli introiti derivanti dal display advertising, banner et similia, il settore dove Yahoo è stato a lungo il leader mondiale.

Ecco dunque che non sorprende la decisa svolta verso il web 2.0 del colosso web. Ispirandosi al modello Facebook, basato su una piattaforma che consente a qualunque sviluppatore di realizzare applicazioni che arricchiscono il social network, Yahoo ha creato Yahoo open strategy.

Lanciato la scorsa primavera, ora il progetto sta prendendo forma, con l’inetenzione di sfruttare il gran numero di utenti registrati ai vari servizi Yahoo (email, answer, musica, ecc…) facendoli interagire in un sito che si dovrebbe trasformare in una community in puro stile 2.0. Sembra un po’ tardi, visto il successo mondiale non solo di Facebook ma anche di altri social network come Myspace, ma è sicuramente l’unica mossa rimasta per Yahoo. Buona fortuna…

C’è grossa crisi, ma i banner vanno alla grande. Strano ma vero?

Posted on 6:49pm 9/24/2008 by Alessandro Venturi in Web Marketing
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L’UPA (Utenti Pubblicità Associati) ha diffuso le nuove stime sugli investimenti pubblicitari in Italia nel 2008, e contrariamente alle allegre previsioni di primavera, ci si è accorti della crisi. Il dato complessivo della spesa pubblicitaria è si positivo (+1,7%), ma ben al di sotto del tasso di inflazione: dunque, gli investimenti sono in  netto calo, naturalmente con l’eccezione di Internet. In termini di valore reale la differenza col 2007 è del -2,2%.

Ecco i dati disaggregati (senza tenere conto dell’inflazione prevista al 3,8% a fine anno):

Internet display +26,7%.

Internet non display +22%

Radio +4,2%

Relazioni Pubbliche +3,1%

Promozioni +2,7%

Direct Response +2,2

Sponsorizzazioni +1,4%

TV +1,4%

Esterna +0,7%,

Stampa -3,5%

Cinema -6,3%,

Dunque, dei mezzi tradizionali si salva solo la radio, e solo Internet mostra buona salute. In particolare, e qui c’è una mezza sorpresa per chi da anni si sente ripetere che i banner non funzionano, è la display advertising a registrare l’aumento maggiore, mentre il resto delle attività di pubblicità online aumenta con minore intensità.

C’è chi parla di vittoria del banner, e scrive:

Dove va la pubblicità che manca all’appello? Su Internet naturalmente, dove gli investimenti sono in pieno boom (+26%). Ma quello che sorprende - per primi quelli dell’Upa - è il fatto che a sfondare sulla rete non è né la pubblicità per parole chiave (quella di Google per intenderci), né le forme innovative di advertising (quelle interattive immediatamente misurabili dalla risposta degli utenti o quelle ripagate in base ai clic). Il botto su Internet lo fa invece la pubblicità classica, tabellare (banner, bottoni, interstitial).

In verità il fatto che aumenti la spesa in banner non significa che questa sia più efficace: anzi, in termini di ritorno d’investimento misurabile, non lo è affatto. In termini di branding, probabilmente si, ma è difficile stabilire quanto.

Il trend si spiega invece col fatto che il tipo di pubblicità che più risente della crisi è quello sulla carta stampata, ed il tipo di pubblicità online che più corrisponde a questa è proprio la display advertising. Facile da vendere agli investitori, specialmente se i centri media non sono esperti di search advertising o addirittura social marketing.

Semplice, no ?

L’industria alimentare ignora la pubblicità in rete

Posted on 6:43pm 9/03/2008 by Alessandro Venturi in Web Marketing

Secondo gli sconfortanti dati Nielsen ripresi da ilsole24ore.com, nel 2007 solo lo 0,4% degli investimenti pubblicitari dell’industria alimentare mondiale è stato speso per pubblicità in Internet.

La gran parte degli investimenti (che superano il miliardo di euro annuale in totale) è andata per pubblicità televisive (84,5%). Il rimanente è stato spartito da  stampa (9,7%), radio (3%) e cinema 1%.

Unico dato consolante è che a fronte di un calo della spesa pubblicitaria totale del settore, gli investimenti in web advertising sono cresciuti del 43% rispetto al 2006, una crescita registrata peraltro anche nel settore radio.

Evidentemente, anche nei settori più conservatori dell’industria comincia ad essere percepita la forza del web marketing, sia pure in modo ancora molto residuale.

Berlusconi contro Google: Mediaset fa causa a YouTube

Posted on 6:14pm 7/30/2008 by Alessandro Venturi in Scenario Internet, Web Marketing
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In un secco comunicato stampa, Mediaset ha annunciato quanto segue:

Mediaset ha depositato al tribunale Civile di Roma un atto di citazione contro YouTube e Google per illecita diffusione e sfruttamento commerciale di file audio-video di proprietà delle società del Gruppo. Alla data del 10 giugno 2008, dalla rilevazione a campione effettuata da Mediaset sono stati infatti individuati sul sito YouTube almeno 4.643 filmati di nostra proprietà, pari a oltre 325 ore di materiale emesso senza possedere i diritti. Alla luce dei contatti rilevati e vista la quantità dei documenti presenti illecitamente sul sito, è possibile stabilire che le tre reti televisive italiane del Gruppo abbiano perduto ben 315.672 giornate di visione da parte dei telespettatori.  Il risarcimento richiesto da Mediaset è di almeno 500 milioni di euro, per il solo danno emergente. A questo bisognerà aggiungere le perdite subite per la mancata vendita di spazi pubblicitari sui programmi illecitamente diffusi in rete.

La replica di YouTube, diffusa da Reuters è la seguente: “YouTube respects copyright holders and takes copyright issues very seriously,” the company said in a statement. “There is no need for legal action and all the associated costs.

Si tratta in realtà di una risposta standard, che YouTube ha già dato in casi analoghi, come quello di Viacom che ha intentato una causa  per violazione di copyright chiedendo un risarcimento di  1 miliardo di dollari, o quello del canale francese, TF1, per 100 milioni. Sarà interessante vedere cosa decideranno i giudici, soprattutto se le sentenze saranno discordanti. Verosimilmente, la cifra di 500 milioni di euro è superiore a quello che Mediaset è in grado di incassare con Rivideo, la rivendita a pagamento dei suoi programmi.

Quel che è certo è che si sta assisento ad uno scontro di civiltà mediatiche. Da un lato gli imperi televisivi, dall’altro i barbari della rete, capeggiati da Attila Google, che invadono i loro territori, aggirando il copyright. Lo scontro sembra epico, ma c’è da scommettere che alla fine i contendenti si spartiranno il business, che è la cosa che conviene di più ad entrambi. There is no need for legal action and all the associated costs, che tradotto significa “spartiamoci la torta a metà”.

Sempre che riescano a fare soldi con YouTube

Dopo il no di Yahoo! Microsoft si consola con Facebook

Posted on 4:03pm 7/25/2008 by Alessandro Venturi in Display Advertising, Motori di Ricerca, Scenario Internet, Search Advertising, Web Marketing

 

Sempre alla ricerca di veicoli per estendere i propri affari in rete, Microsoft consolida la partnership con Facebook estendendo la propria presenza nel social network più usato al mondo.

Secondo quanto anticipato dal Wall Street Journal:

Microsoft Corp. announced plans to bring its Web search and search ads to social-networking site Facebook Inc., deepening ties between the two companies.

The search service will start on Facebook this fall, Microsoft Senior Vice President Satya Nadella told attendees at Microsoft’s annual meeting for financial analysts in Redmond, Wash.

The deal is a step forward for the software giant’s struggling Internet …

Dunque, la pubblicità display di Microsoft Advertising (i banner nelle pagine del network) ora sarà visibile dai membri Facebook di tutto il mondo. Inoltre, verrà inserito il motore di ricerca Live Search, con relativi link sponsorizzati sempre forniti da Microsoft Advertising.

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Spot pubblicitari per YouTube, gli utenti cambieranno canale ? Si, ma quale ?

Posted on 6:14pm 7/16/2008 by Alessandro Venturi in Web Marketing

Se voi possedeste il sito di video più visitato al mondo, non mettereste degli spot per guadagnare con la pubblicità ? No, se foste Sergei Brin o Larry Page. Ci mettereste piuttosto dei link sponsorizzati, il sistema con cui Google ha guadagnato l’impossibile diventando il colosso che tutti conosciamo.

Bene, a quanto pare i fondatori e proprietari di Google hanno cambiato idea, perchè con la pubblicità pay per click in YouTube, sito acquisito qualche anno or sono, incassano solo 200 milioni di ricavi dagli inserzionisti (cifra stimata per il 2008). Ecco dunque che dopo qualche esperimento, a breve debutteranno gli spot all’interno dei filmatini di YouTube.

I cosiddetti social network fanno fatica a produrre introiti pubblicitari, perchè i modelli di marketing che funzionano per siti e portali trovano ostacoli insormontabili. Il caso di YouTube è però del tutto particolare, perchè l’attività primari dei suoi visitatori non è certo fare comunità, bensì vedere i video. Diventa dunque naturale inserire pubblicità in stile televisivo al loro interno.

La notizia, dunque, non è la decisione dei vertici di Google di guadagnarci sopra, piuttosto è il fatto che, a malincuore, si siano decisi ad imitare la TV. Non è facile ammettere, per chi ha fondato il suo successo sulla sottrazione di introiti ai network televisivi inaugurando un modo rivoluzionario di fare pubblicità, di non essere in grado di applicare il modello pay per click in un sito come YouTube.

Rimane da vedere quale sarà l’efficacia degli spot, che verranno inseriti all’inizio e alla fine di ogni video, e denominati preroll e postroll, puntando molto sulla contestualità degli argomenti rispetto ai video in cui saranno inseriti. Quanto durerannio ? Saranno veramente contestuali ? E, soprattutto, gli utenti cambieranno canale ? Vista la scarsità di concorrenti di YouTube, probabilmente non lo faranno. Il monopolio, anche in Internet, paga.

Bill Gates rinuncia a Yahoo e lancia Microsoft Advertising

Posted on 4:40pm 6/18/2008 by Alessandro Venturi in Web Marketing

 

La pubblicità è l’anima del commercio anche in Internet, e oramai l’ha capito anche Microsoft, sia pure con ciclopico ritardo rispetto a Google e Yahoo, tanto è vero che essa arriverà a totalizzare il 25 per cento del fatturato della casa di Redmond nel giro di qualche anno.

L’annuncio è stato dato da Microsoft proprio nel tempio della pubblicità, il Festival Internazionale della Pubblicità di Cannes. Queste le parole ufficiali:

Microsoft Advertising è il nuovo marchio con il quale stiamo realizzando i nostri servizi e le nostre piattaforme, per soddisfare le richieste che ogni giorno arrivano dai nostri partner, aziende e editori. Abbiamo investito e stiamo investendo in acquisizioni, tecnologie e programmi di formazione e adesso siamo in una posizione che ci consente di riunire tutte le nostre conoscenze nel settore pubblicitario in un’unica soluzione. L’accordo con Yahoo! avrebbe reso le cose più veloci, ma non avrebbe cambiato una strategia che abbiamo già avviato“.

Dunque, anche se il principale investimento in acquisizioni sembra essere sfumato definitivamente, Microsoft non può che perseverare nella strategia di rincorsa a Google.

Siamo impegnati nel campo dei media digitali più di ogni altra azienda del settore, abbiamo investito 6 milioni di dollari nella ricerca sui media digitali in Europa con studi ad hoc e su misura, tra cui Screens, MTV, Context Matters e Social Networking. Abbiamo, attraverso i nostri mezzi, già oggi la capacità di raggiungere il 68% degli adulti online in Europa. L’acquisizione e l’integrazione delle risorse Aquantive consentono a Microsoft Advertising di acquistare e vendere inserzioni digitali ovunque e in qualsiasi momento, raggiungendo i consumatori nella loro vita di tutti i giorni.

Se è vero che nel settore del Display Advertising Microsoft può velocemente recuperare terreno, e che nel Social Advertising siamo agli inizi e dunque Bill Gates si è mosso per tempo, è nella Search Advertising che il ritardo sembra incolmabile, anche se a Cannes Microsoft ha annunciato l’apertura di un nuovo Search Tecnology Center in Europa, simile a quello già aperto in Cina.

La pubblicità in rete sfonderà il tetto del miliardo di euro nel 2008 ?

Posted on 12:29pm 5/15/2008 by Alessandro Venturi in Web Marketing
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iab italia

Nel corso del recente IAB forum, simposio sulla pubblicità online tenutosi a Roma, sono stati presentati i dati raccolti da Audiweb sul volume d’affari del mercato pubblicitario in rete nel nostro Paese.

Secondo le stime diffuse, entro il 2008 la raccolta pubblicitaria dovrebbe raggiungere il miliardo di euro, con un aumento del 40% rispetto al 2007, attestandosi sul 7% della spesa pubblicitaria totale in Italia. Non sono dispponibili dati disaggregati rispetto al peso dei vari settori (display, search, e-mail, ecc…).

Finalmente, con qualche anno di ritardo rispetto agli altri paesi dell’Europa occidentale, questo mercato sembra decollare anche nel Belpaese, rimanendo comunque ampiamente sottosviluppato rispetto a paesi di comparabile dimensione. Ad esempio, nel Regno Unito, stime analoghe prevedono per il 2008 una spesa di 4,3 milioni di euro.

Da segnalare che, invece, per quanto riguarda i dati relativi al numero degli utenti attivi in rete l’Italia è già da diversi anni al pari delle grandi nazioni europee. Il mondo economico italiano si mostra dunque arretrato rispetto alla società italiana che mostra invece una propensione alla tecnologia e alla comunicazione molto più allineato agli standard internazionali di quanto non lo sia il mondo produttivo.

L’importante è comunque il trend positivo, e mai come in questo caso si può dire meglio tardi che mai.

Google venderà spazi pubblicitari per la TV via satellite negli USA

Posted on 1:50pm 4/16/2008 by Alessandro Venturi in Web Marketing

Google ha stretto un accordo con il secondo network statunitense via satellite, e venderà spot pubblicitari ai propri inserzionisti Adwords. Naturalmente il pagamento non sarà pay per click, ma non è ancora stato divulgato alcun dettaglio sul modello previsto.

Da quanto si apprende, gli inserzionisti potranno selezionare autonomamente online i canali, gli orari e la durata degli spot, e successivamente vedere la percentuale degli spettatori che hanno visto integramente gli spot. Non è dato sapere come verrà misurato questo dato.

L’iniziativa di Google è volta a diversificare la propria attività nella pubblicità, in gran parte dipendente da link sponsorizzati e banner contestuali, che ammonta nel 2007 a 16,6 miliardi di dollari. Pare che uno dei primi clienti a comparire nel network fra qualche settimana sarà Intel.

Parte il nuovo Audiweb firmato Nielsen ma Google lo snobba

Posted on 1:16pm 4/10/2008 by Alessandro Venturi in Web Marketing

Audiweb, l’organizzazione che si occupa di rilevare e certificare i visitatori del web, ha lanciato un nuovo servizio, in collaborazione con Nielsen, che dovrebbe una volta per tutte fornire dati completi e attendibili.Nel comunicato ufficiale si legge che il Sistema Audiweb fornisce un insieme di report esaustivi, oggettivi e imparziali che garantiscono una visione rivoluzionaria della fruizione dei mezzi operanti su Internet e sui sistemi online Read the rest of this entry »

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